L’Italia batte l’Angola 92 a 61 e si qualifica al secondo turno e al torneo Pre Olimpico. Belinelli sugli scudi

Seconda partita del girone D con la nazionale azzurra che batte l’Angola per 92-61 e si porta a 4 punti in classifica. L’Italia deve aspettare la vittoria della Serbia per avere la matematica del passaggio del turno e l’accesso al torneo Pre Olimpico. La gara si sviluppa allo stesso modo del match contro le Filippine e l’unico problema poteva essere l’approccio azzurro.

L’Italia invece parte fortissimo già nel primo quarto con il quintetto titolare che mostra tutta la classe. Belinelli e Gallinari continuano a mostrare il perché giochino in NBA e l’Italbasket termina la prima frazione 44-21. Dal terzo quarto coach Sacchetti fa girare il roster ma la sinfonia non cambia e Brooks, Della Valle, Abass e Tessitori continuano il lavoro che era stato iniziato nei precedenti 20 minuti. L’Angola sofferente la butta sulla rissa ma gli azzurri non abboccano e continuano a macinare gioco e punti fino alla fine della gara.

Le statistiche a fine gara diranno di 50% al tiro e 40% da tre che indicano la facilità nel tiro della nazionale. Miglior marcatore della partita Marco Belinelli con 17 punti, 5 rimbalzi e 2 rubate. Bene la prestazione di Jeff Brooks (doppia doppia da 11 e 11) e di Daniel Hackett, dolce nota fino ad ora del Mondiale italiano. Con la qualificazione in tasca l’Italbasket mercoledì alle 13.30 su Sky affronterà la Serbia per il primo posto del girone in quella che sarà la prima vera sfida di livello.

Italia-Angola 92-61

Italia: Datome 8, Hackett 11, Belinelli 17, Gallinari 7, Biligha 3. Panchina: Filloy, Vitali, Gentile 6, Della Valle 8, Tessitori 10, Abass 11, Brooks 11

Angola: Morais 10, Moore, Moreira 15, Domingos 5, Antonio 4. Panchina: Mingas 2, Cipriano 4, Paulo 12, Joaquim 6, Mbunga, Goncalves 3, Conceicao

Di Giuseppe Capizzi

Sono un 30enne napoletano con la passione per lo sport. Seguo tutte le principali competizioni sportive ma in particolare sono malato di calcio e NBA. Amo viaggiare e credo che l'esperienza formativa più grande sia stata visitare New York.

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