Simone Fontecchio ha parlato a Sky Sport in vista del Preolimpico. L’infortunio al piede potrebbe estromettere l’ala dei Detroit Pistons

Dopo l’infortunio di Procida, arrivano altre cattive notizie per la nazionale di basket in vista del Preolimpico. Oggi ha infatti parlato in esclusiva Simone Fontecchio ai microfoni di Sky Sport. L’ala ha chiuso la sua stagione in NBA con i Detroit Pistons e presto tornerà in Italia per preparare gli impegni in azzurro. Il pescarese ha raccontato dell’infortunio al piede che lo ha escluso dall’ultimo mese di regular season.

“È stato un infortunio abbastanza casuale, nell’ultima azione in attacco della partita contro Miami. Sono caduto e ho sbattuto l’alluce in maniera insolita e molto violenta. All’inizio pensavamo fosse solo una botta, per cui eravamo tutti convinti che sarei tornato in campo a breve. Invece è stata una cosa molto più lunga del previsto, ci combatto ancora oggi perché forse c’è l’interessamento di un paio di legamenti vicino alle ossa della punta del piede, i sesamoidi. Non dovrebbe essere nulla di grave, semplicemente un infortunio su cui dovrò continuare a lavorare per tornare in salute: di certo però è stato tutto più lungo di quanto pensassimo. Purtroppo è andata così” ha commentato Fontecchio.

La domanda si sposta quindi sul recupero in vista dell’estate piena ma l’ala è chiara: “In questo momento sono molto concentrato sul mio piede, onestamente. Voglio prima risolvere questo infortunio, e spero di farlo il prima possibile. Ora torno in Italia per lavorare con il mio fisioterapista e con il mio preparatore. Risolto questo penserò alla Nazionale, ma al momento non mi sento di dire nulla, perché questo stop pensavo durasse poco e invece non è stato così”. Una risposta enigmatica che mette a rischio l’Olimpiade azzurra senza il suo perno principale. In basso potete trovare l’intervista completa di Fontecchio a Sky Sport.

Di Giuseppe Capizzi

Sono un 30enne napoletano con la passione per lo sport. Seguo tutte le principali competizioni sportive ma in particolare sono malato di calcio e NBA. Amo viaggiare e credo che l'esperienza formativa più grande sia stata visitare New York.

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