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Benetton Rugby: Pavonello “Lo sport di alto livello impone di essere duri e pretenziosi”.

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Il direttore sportivo del Benetton ed ex giocatore della Nazionale, antonio Pavonello parla del futuro del team trevigiano.

Il Benetton Rugby ha appena concluso la sua stagione in Champions Cup venendo tagliata fuori dai quarti, mentre si trova a metà percorso del Guinness Pro 14.

Antonio Pavanello, direttore sportivo del team ne approfitta per parlare della situazione attuale del team e delle prospettive per il futuro.

ANTONIO PAVANELLO

“Siamo al quarto anno del nostro ciclo. Penso che in queste ultime stagioni siano stati fatti tantissimi passi in avanti sia dentro che fuori dal campo di gioco. Sono orgoglioso di tutto perché credo che un po’ alla volta siamo riusciti ad avvicinarci alla realtà dei grandissimi club europei. E’ rimasta invece invariata la nostra vision, ovvero: essere, ritenuto da tutti, uno dei migliori club in Europa dove vivere e giocare a rugby. Ed è seguendo la nostra vision che facciamo i nostri progetti.”

Anche se il Benetton ha trovato il suo posto fra i Team migliori in Europa, ci sono ancora molti punti in cui migliorare per competere alla pari con i migliori.

“Per la prossima stagione, cercheremo di rimanere nei piani alti della classifica servirà innalzare gli standard in qualsiasi area. Sin dall’inizio della mia avventura come direttore sportivo il mantra è stato: il rugby non si vive solo nei campi di allenamento, ci sono una serie di componenti che servono a formare il giocatore, la squadra e il club a 360°. I giocatori devono essere a conoscenza che non c’è solo il campo: c’è la palestra, c’è il recupero, la nutrizione, l’approccio mentale, la video analisi, tutte componenti che devono permettere agli atleti di arrivare al giorno della partita in grado di misurarsi con squadre che all’estero hanno già da tempo questo tipo di mentalità, e soprattutto da molto prima di noi”

Per arrivare al risultato Pavanello non vuole compromessi: bisogna lavorare al massimo, bisogna avere degli standard alti da rispettare.

“Stiamo attraversando un anno importante sotto la guida di Crowley, un anno in cui si faranno dei ragionamenti per il medio e lungo termine e per cui sarà inevitabile apportare dei cambiamenti. Partiamo dal presupposto che saremo costretti a fare a meno di chi fisicamente o mentalmente ha dimostrato di non poter reggere questo livello. Fisicamente dispiace perché si tratterà di giocatori che ci lasceranno a causa di infortuni, logorii fisici o ragioni anagrafiche; purtroppo c’è invece chi, anche se talentuoso, mentalmente ha dimostrato di non riuscire a stare al passo con le richieste di club, come il nostro, che ambisce a diventare sempre più prestigioso.”

“Lo sport di alto livello impone di essere duri e pretenziosi su queste aree e noi lo saremo. Vogliamo essere da subito molto chiari e far capire anche ai nuovi innesti che dovranno adeguarsi agli standard che riteniamo fondamentali per il nostro cammino. Tutto servirà per aprire un nuovo ciclo dal medio e lungo termine che ci consentirà di avere sia giocatori stranieri ma soprattutto giocatori italiani che possano giocare con noi per un numero importante di anni”

Il lavoro fatto in questi anni è proprio indirizzato a questo e già molti giovani che sono entrati nel Team hanno avuto la loro occasione in Nazionale, dimostrando il valore della preparazione a cui il team sottopone i suoi giocatori.

Questi oltretutto sono degli anni particolari. La Nazionale si sta rinnovando, non solo con il cambio dell’allenatore, ma anche di molti giocatori importanti che stanno lasciando il rugby e c’è bisogno di un cambio generazionale pronto a mantenere gli standard alti e a portarli oltre.

“Cercheremo di ringiovanire la rosa ed amplieremo il gruppo dei permit players. Il progetto che coinvolge quest’ultimi sta funzionando: due anni fa Zanon, lo scorso anno Lamaro e questa stagione Cannone hanno mostrato il loro valore. Marco ha già fatto il suo esordio in azzurro nel Sei Nazioni 2019, Niccolò è appena stato convocato, anche lui, in Nazionale Maggiore e sarebbe stato lo stesso per Michele se non si fosse infortunato.

E’ un progetto che ha molti aspetti positivi, certamente migliorabili proprio per renderlo sempre più fruttuoso. I giovani, che hanno terminato un percorso accademico o di Nazionale U20, hanno in questo modo la possibilità sin da subito di entrare in contatto con una realtà di alto livello. Svolgendo con noi già il pre-stagione e continuando ad allenarsi il lunedì ed il martedì di ogni settimana, per poi essere selezionati per i nostri impegni o in caso contrario tornare nel club di appartenenza e giocare con loro. Ciò crea maggiore competizione in squadra oltre ad alimentare la voglia di emergere nei giovani, ed inoltre tutti i club con i quali collaboriamo sono soddisfatti: un motivo in più per dare continuità al progetto.


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