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Binotto fa delle dichiarazioni sul Budget Cup e la Ferrari è costretta a dei chiarimenti.

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La Ferrari smentisce la notizia di un suo possibile ritiro dalla F1, nata dal titolo inesatto di una intervista a Binotto su The Guardian.

In una intervista uscita su “The Guardian”, il Team Principal della Ferrari, Mattia Binotto fa delle dichiarazioni che vengono interpretate come una possibile uscita della Scuderia italiana dal mondo della F1.

Lintervista in questione al quotidiano britannico si concentrava sulla molto discussa regola del Budget Cup, ovvero l’abbassamento del limite massimo di fondi che una scuderia può investire nel migliorare le prestazione delle proprie monoposto.

Questo limite fissato a circa 162 milioni di euro, verrebbe ridotto a 136mln ed è previsto un ulteriore ridimensionamento della cifra a 120 milioni. La posizione dei top team è sempre stata chiara in merito, e Ferrari non è da meno come mostra Binotto nell’intervista.

Mattia Binotto Ferrari 001

MATTIA BINOTTO

“Il limite di $ 145 milioni (+/- 136mln di euro) è già una nuova ed esigente richiesta rispetto a quanto stabilito lo scorso giugno. Non può essere raggiunto senza ulteriori e significativi sacrifici, soprattutto in termini di risorse umane. Se dovesse scendere ancora di più, non vorremmo essere messi in condizione di dover esaminare altre opzioni per distribuire il nostro DNA.”

La parte finale di questo estratto ha scatenato i media perché sembra che Binotto stia suggerendo una possibile uscita dalla Ferrari dal mondo della F1. La Scuderia stessa si è quindi trovata costretta a chiarire meglio le dichiarazioni del suo Team Principal.

DICHIARAZIONE DELLA FERRARI

Vorremmo chiarire ciò che è stato detto da Mattina nella sua intervista al The Guardian pubblicata ieri notte. Binotto non ha mai accennato ad un addio della Scuderia Ferrari dalla F1, al contrario, ha detto che non vorrebbe mai trovarsi nella posizione di guardare ad altre opzioni, oltre a continuare a correre in F1, nel caso in cui il budget fosse drasticamente ridotto, mettendo a rischio il posto di centinaia di dipendenti”.

L’incomprensione è derivata dal titolo ingannevole scelto inizialmente per l’articolo che ha pubblicato per primo le parole e che è stato immediatamente corretto” (Infatti il titolo recitava “Ferrari si prepara a lasciare la F1 qualora il Budget Cup venisse applicato”).

Ritornando all’intervista di Binotto. Il ferrarista ci spiega perché il Budget Cup rappresenti un rischio non solo per la Ferrari ma anche per la F1 stessa

MATTIA BINOTTO

“In F1, abbiamo tutti tanti tipi di team con caratteristiche diverse. Operano in diversi paesi, in base a normative diverse e con modi di lavorare diversi. Pertanto non è semplice apportare modifiche strutturali semplicemente tagliando i costi in modo lineare.”

“La F1 deve essere l’apice del motorsport in termini di tecnologia e prestazioni. Deve essere attraente per le case automobilistiche e gli sponsor. Se limitiamo eccessivamente i costi, corriamo il rischio di ridurre considerevolmente il livello, avvicinandolo sempre di più alle formule inferiori.”

Alle già conosciute difficoltà di alcuni team a tenere il passo dei top team, (si parla di una differenza di investimenti complessivi che può arrivare a 300mln di dollari), si è aggiunta la crisi della pandemia da Covid-19.

“Siamo ben consapevoli che la F1 e il mondo intero in questo momento stanno attraversando un momento particolarmente difficile a causa della pandemia di Covid-19. Tuttavia, questo non è il momento di reagire frettolosamente perché c’è il rischio di prendere decisioni senza valutare chiaramente tutte le conseguenze”.

La Ferrari si ritiene in questo caso disposta a parlare di possibili misure di supporto a questi team, ma si tiene ancora lontana dall’idea del Budget Cup.

“Se l’attuale emergenza mettesse davvero in dubbio il futuro di alcuni dei nostri concorrenti in questo sport e rendesse necessaria la revisione di alcuni punti cardini del regolamento, allora la Ferrari sarebbe aperta a questi cambiamenti. Non è una novità, dato che è già successo in F1 e succede oggi in altre serie come la MotoGP”


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