Wrestling

Il mito di Bruno Sammartino, il più grande campione nella storia del wrestling

La storia di Bruno Sammartino, la prima vera icona nel mondo del Wrestling. Nato in Italia ed emigrato a 15 anni negli States, ha reso questa disciplina un fenomeno mondiale e fu idolo di tutti: rappresentava l’emigrato che ce l’aveva fatta realizzando il sogno americano.

Non tutti qui in Italia sono consapevoli del fatto che il nostro paese ha dato i natali ad una vera e propria leggenda stimata e idolatrata a livello globale. Stiamo parlando di Bruno Sammartino, la prima e anche la più importante star di Wrestling, nacque a Pizzoferrato in Abruzzo il 6 ottobre 1935. All’età di 15 anni si trasferì con la sua famiglia negli Stati Uniti a Pittsburgh, dove risiedeva una folta comunità di emigrati abruzzesi.

La sua carriera nel mondo del wrestling iniziò nel 1959 e nel 1963 approdò in WWWF (World Wide Wrestling Federation, attuale WWE). Il 17 maggio dello stesso anno, conquistò il titolo del mondo WWWF sconfiggendo Buddy Rogers in appena 48 secondi. Il primo regno di Sammartino durò ben 2803 giorni, fu campione per 7 anni e 8 mesi. È infatti il campione del mondo più longevo nella storia della WWE ed il suo record impossibile da battere sarà per sempre immortale.

Il 17 gennaio 1971 , davanti a un pubblico incredulo, Bruno Sammartino perse il suo titolo a favore di Ivan Koloff. Le cronache del tempo parlano di un silenzio tombale dei 22.000 spettatori dopo il conto di tre decisivo dell’arbitro e di un clima di shock e stupore. Uno di quegli eventi che generano emozioni tali da non essere mai più dimenticati, Bruno tuttavia riuscì a riconquistare il titolo mondiale e il suo secondo regno durò circa 4 anni (1237 giorni). La leggenda di Pizzoferrato dunque fu campione mondiale per un totale cumulativo di 11 anni e 8 mesi, numeri da capogiro che nessuno potrà in alcun modo eguagliare.

Lo Stallone Italiano ha inoltre portato al tutto esaurito il Madison Square Garden, l’arena più iconica e famosa al mondo, per ben 187 volte. Numeri pazzeschi che fanno riflettere su quanto fosse importante e amato Bruno Sammartino.

LEGGI ANCHE: WRESTLING – L’ITALIA TORNA CAMPIONE IN WWE, FABIAN AICHNER SCRIVE LA STORIA

Fu la prima star mondiale nella storia del Wrestling e questo lo rende il pioniere della disciplina e motore primo di quello che da li a poco sarebbe diventato un fenomeno globale. Con le sue gesta ha ispirato generazioni successive di atleti: senza Bruno Sammartino non sarebbero mai esistiti wrestler del calibro di Hulk Hogan e Randy Savage i quali hanno visto in Bruno una fonte d’ispirazione.

Sammartino si è sempre battuto a favore della credibilità del Wrestling, schierandosi sempre a difesa della sua autenticità sportiva contestando la sua identificazione come una finzione o “sport entertainment“. Bruno si impegnò a fondo e lavorò duramente, viaggiando di continuo ed arrivando a disputare anche sei incontri in una settimana. Sammartino sentiva il dovere morale di offrire il miglior spettacolo possibile al pubblico pagante anche a discapito della sua salute fisica. La vita da wrestler è molto logorante dal punto di vista mentale e fisico e Bruno rischiò anche la vita in diverse occasioni. In particolare, in un incontro contro Stan Hansen disputato il 26 aprile 1976 subì un gravissimo infortunio, il wrestler texano lo colpì con una clothesline talmente forte da fratturargli alcune vertebre del collo.

L’ultimo incontro disputato da Bruno Sammartino fu un match di coppia con Hulk Hogan contro King Kong Bundy e One Man Gang. Questo match gode di un’immensa carica simbolica e rappresentò un vero e proprio passaggio della torcia da Bruno ad Hogan, The Hulkster (anch’egli di origine italiana) sarebbe poi diventato il volto più celebre della sua generazione.

Nel 2013 la leggenda italiana fu introdotta nella Hall of Fame WWE dal suo grande amico Arnold Schwarzenegger. La cerimonia si tenne proprio al Madison Square Garden, l’arena di tante battaglie e vera propria casa per la leggenda abruzzese. L’influenza di Sammartino nella cultura popolare americana è inestimabile, Bruno fu l’idolo di tutti e sopratutto di milioni di migranti approdati negli Stati Uniti per svoltare la propria vita. Tra i tanti omaggi a Sammartino ricordiamo anche quello di Bruno Mars, il celebre cantante adottò il nome ‘Bruno’ proprio grazia allo Stallone Italiano.

Nella sua città natale a Pizzoferrato in cui tornò più volte, è stata eretta una statua in suo onore il 5 agosto 2017. Il 18 aprile 2018, Bruno Sammartino è deceduto per cause naturali ma la sua leggenda e il suo ricordo rimarranno per sempre vivi nei cuori degli appassionati di tutto il mondo.

Questa notizia è stata modificata l'ultima volta il 14 Agosto 2022 20:11

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