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Morto Mino Raiola, addio all’agente: l’annuncio della famiglia

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Il mondo del calcio mondiale dice addio ad uno dei più noti e influenti procuratori sportivi: all’età di 54 anni, l’agente Mino Raiola è stato colto da un malore ed è morto.

Morte Mino Raiola: ecco cosa è accaduto

C’era molta attesa per le condizioni di salute dell’agente Mino Raiola che era stato ricoverato all’ospedale Milano in terapia intensiva. Malato da tempo di un tumore incurabile, l’agente si è spento quest’oggi.

Il noto procuratore sportivo di 54 anni Mino Raiola era stato sottoposto ad un’operazione chirurgica diversi mesi fa. Oggi è arrivata la triste notizie con la comunicazione data dalla famiglia.

Alla famiglia Raiola le condoglianze della redazione di Generationsport.it

Morte Raiola: il comunicato della famiglia

Con infinito dolore annunciamo la scomparsa di Mino, il più straordinario procuratore di sempre. Mino ha lottato fino all’ultimo istante con tutte le sue forze proprio come faceva per difendere i calciatori. E ancora una volta ci ha resi orgogliosi di lui, senza nemmeno rendersene conto. Mino è stato parte delle vite di tanti calciatori e ha scritto un capitolo indelebile nella storia del calcio moderno. Ci mancherà per sempre e il suo progetto di rendere il mondo del calcio un posto migliori per i calciatori sarà portato avanti con la stessa passione. Ringraziamo di cuore coloro che gli sono stati vicini e chiediamo a tutti di rispettare la privacy di familiari in questo momento di grande dolore

Chi era Mino Raiola

Mino Raiola era un procuratore sportivo di 54 anni. Rappresentava, tra gli altri, giocatori di grande livello e spessore mondiale, stelle del mondo del calcio come: Ibrahimovic, Haaland, Donnarumma, Pogba, Verratti, De Ligt e altri campioni.

Nato a Nocera Inferiore il 4 novembre 1967, all’età di un anno si trasferisce in Olanda, ad Haarlem, con la famiglia. Aiuta i genitori facendo il cameriere e impara sette lingue:  olandese, inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese e italiano. Per il suo lavoro viene soprannominato “il pizzaiolo”, anche se un giorno disse “Non ho mai fatto una pizza in vita mia”.

A 20 anni diventa responsabile del settore giovanile dell’Haarlem, per poi ricoprire la carica di direttore sportivo del club olandese. Dopo aver fondato la sua società, inizia a curare gli interessi dei calciatori. Celebre la sua bravura in fase di calciomercato e il suo rapporto speciale con uno dei suoi primi assistiti, ovvero Zlatan Ibrahimovic.


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