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NBA Tales – Giannis Antetokounmpo: A Self-Made MVP from Greece!

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Nuova puntata della rubrica dedicata ai campioni dell’NBA. Oggi tocca a Giannis Antetokounmpo, il greco MVP della scorsa stagione

Generation Sport presenta NBA Tales, una rubrica sulle storie dei protagonisti del basket. Ci sarà una storia legata ad ognuna delle 30 franchigie NBA più 10 racconti “fuori categoria” per colmare il vuoto causato dal Covid-19. Si prosegue con l’MVP della regular season 2018/19, un ragazzo proveniente dalla Grecia che in poco tempo ha conquistato la Lega: Giannis Antetokounmpo.

Antetokounmpo: un apolide in cerca di meglio

Quando si deve raccontare la vita del numero 34 dei Milwaukee Bucks, non si può fare a meno di raccontare la storia di un emigrato. Giannis Antetokounmpo è stato un bambino di colore, povero e discriminato in un paese europeo come tanti ne vediamo fra le strade. È stato un apolide, fino a quando non è diventato una possibile fonte di guadagno e visibilità per i più potenti. Ha vissuto un’infanzia difficile per strada a fare il cosiddetto “vu’ cumprà” e a racimolare dei soldi da portare a casa. Giannis è stato un emigrato ma almeno per lui e per la sua famiglia il finale è stato dolce.

Il racconto dell’ultimo MVP parte due anni prima della sua nascita ovvero nel 1992. Suo padre Charles e sua madre partono da Lagos in Nigeria per Atene alla ricerca di un futuro migliore. Lasciano il loro primogenito Francis in patria a casa dei nonni e decidono di arrivare nella Polis. Nel 1994 nel quartiere di Sepolia nasce Giannis, secondo di quattro figli, ma a causa della legge ellenica il bambino risulta senza nazionalità.

La famiglia Antetokounmpo

Sin da piccolo si deve dar da fare, portare a casa qualche spicciolo per poter sfamare la sua famiglia. Lui e suo fratello Thanasis si destreggiano tra le strade di Atene tra mille lavori: dalla giornata in cantiere alla vendita di borse, scarpe, portafogli falsi. Le giornate spesso non erano fruttuose e capitò più di una volta ai fratelli di saltare la cena. Tutta questa fatica inoltre veniva alimentata da vari casi di razzismo e intolleranza subita perchè immigrati africani.

Dalla Grecia al Draft NBA

I due fratelli Antetokounmpo però trovano un sollievo: il basket. Iniziano a giocare in una palestra vicino casa e subito qualcuno ne nota le grandi abilità. I ragazzi infatti erano molto alti per l’età e possedevano una particolare lunghezza agli arti. Giannis viene preso dalla squadra giovanile del Filathlitikos nel 2009, nel 2011 fa il passo successivo entrando a far parte della prima squadra. Il ragazzo fa parte del gruppo che porterà la società dalla terza alla seconda serie greca. La voce di un possibile fenomeno in una piccola squadra ateniese si sparge in tutta Europa tanto che il Saragozza nel Dicembre 2012 gli fa firmare un pre-contratto per la stagione successiva.

Il ragazzo decide di voler restare ad Atene fino al termine della stagione dove, proprio quell’anno, esploderà tutto il suo talento. Tanto l’impatto mediatico su di lui che verrà scelto come ospite speciale per l’All-Star Game del campionato greco, senza giocare ma solo per intrattenere i tifosi. Giannis, accortosi dei grandi miglioramenti, decide di fare il passo grande e il 28 Aprile 2013 si rende eleggibile per il Draft NBA.

Una follia solo a pensarci! Un giocatore dell’A2 greca che non si è espresso mai a grandi livelli scelto in uno dei 60 posti della lotteria? Impossibile per chiunque ma non per Giannis. Infatti il 18enne viene scelto alla quindicesima dai Milwaukee Bucks e il 30 luglio firma il suo contratto da rookie. Il greco ha grandi doti atletiche (grande rapidità nonostante 211 centimetri d’altezza) ma risulta essere troppo acerbo e longilineo per la fisicità bruta dell’NBA. Il ragazzo inoltre si segnala per episodi curiosi nei primi anni. Ad esempio porta con se delle buste in spogliatoio e le riempie di cibo del buffet (in NBA ci sono buffet gratuiti per permettere ai giocatori di rifocillarsi) poiché non ha mai avuto la possibilità di avere del cibo gratuito. Oppure sgrida il suo compagno di squadra Butler perché aveva buttato via delle scarpe vecchie che secondo lui erano ancora utilizzabili.

Antetokoumpo al primo anno

Giannis capisce di essere ancora un ragazzo acerbo e inizia quindi a lavorare su stesso. Migliora la propria muscolatura ancora troppo soft per l’NBA e non disdegna nell’affinare la propria tecnica di tiro. Antetokounmpo inizia ad essere seguito tra gli appassionati di basket e vede le sue medie crescere di anno in anno. Negli States notano questo miglioramento e gli affibbiano il soprannome perfetto: The Greek Freak. Letteralmente lo scherzo della natura greco, ovviamente con accezione positiva, per l’unicità della tecnica associata ad un corpo enorme.

Il MIP: quando il lavoro fa la differenza

L’anno della consacrazione arriva nel 2017: Antetokounmpo prende per mano i Bucks e li porta ai playoff ma la franchigia del Wisconsin viene eliminata al primo turno da Toronto. Conclude la stagione con medie di 22.9 punti, 8.7 rimbalzi, 5.4 assist, 1.9 stoppate e 1.6 palle rubate tirando con il 52% dal campo e diventando il primo giocatore della storia a finire nella top-20 della stagione nelle cinque categorie statistiche maggiori. Tutto ciò gli vale la vittoria dell’NBA Most Improved Player, il premio dedicato al giocatore maggiormente migliorato rispetto alla stagione precedente.

Nella stagione successiva il numero 34 migliora ancora e si consacra come uno dei migliori giocatori della lega. Con 208 punti nelle prime 6 partite, 34 punti di media a gara, supera in questa particolare classifica leggende come Marques Johnson e Kareem Abdul-Jabbar. Tuttavia la stagione non finisce nel migliore dei modi e i Bucks vengono eliminati in semifinale di Conference dai Boston Celtics.

La coppia forte con Khris Middleton

Nell’estate 2018 Milwaukee assume Mike Budenholzer come head coach della franchigia e l’allenatore fa subito capire i suoi piani. Mette in piedi una squadra e uno stile di gioco con Giannis come pilastro centrale e tanti tiratori ottimi come Eric Bledsoe, George Hill e Kyle Korver. Il greco inoltre trova una straordinaria intesa con l’ala piccola Khris Middleton, diventando una delle coppie più forti della lega. I Bucks giocano una grandissima regular season e chiudono con il miglior record (60 vinte, 22 perse). The Greek Freak gioca magnificamente e diventa l’assoluto dominatore della NBA tanto da valergli diversi riconoscimenti come la copertina del videogioco NBA 2K. Tuttavia il vero riconoscimento arriva la sera del 24 Giugno 2019 a Santa Monica.

L’MVP per un ragazzino emigrato

Giannis è candidato al premio di MVP della regular season assieme a Paul George e James Harden. Il greco è stato una vera forza della natura per tutta la stagione e aggiungendo il record di squadra è il favorito per il premio. Shaquille O’Neal, presentatore della serata dei premi, chiama il commissioner Adam Silver sul palco per annunciare il vincitore. Il numero 1 dell’NBA apre la busta e scandisce il lungo nome del greco.

Il numero 34 è incredulo e sale sul palco solo dopo aver abbracciato tutta la sua truppa al seguito. Prende in mano il premio servito da Silver ma poi lo posa per dire il suo discorso. Qui esce fuori la vera essenza di Giannis: l’omone di oltre 2 metri inizia a ringraziare Dio per il talento che gli ha dato ma non ce la fa e inizia a piangere. Si vede in questo discorso tutta la purezza di questo ragazzo emigrato che grazie all’impegno, al sudore e alla determinazione è riuscito a diventare Most Valuable Player. Un esempio di come la vita possa diventare migliore se ci si mette tutto se stesso nel raggiungere gli obiettivi.

I playoff 2018 però non terminano nel migliore dei modi. I Milwaukee Bucks vengono infatti sconfitti nella finale della Eastern Conference dai Toronto Raptors. Decisiva fu la grande difesa organizzata da Nick Nurse sul greco con Kawhi Leonard, Serge Ibaka e Pau Gasol pronti a limitarlo. Giannis però non si è dato per vinto e ha continuato ad allenarsi per tutta l’estate, migliorando i punti deboli e crescendo ancora. Perché se c’è qualcosa ancora che il ragazzo vuole raggiungere è proprio la vittoria di squadra con Milwaukee, città che l’ha adottato dal primo momento. Giannis vuole ricambiare l’amore di un popolo umile che l’ha accolto ricordando il passato suo e dei suoi genitori. La carriera del campione greco continua ed è atteso a tanti altri successi e risvolti nei prossimi anni. La storia di Giannis Antetokounmpo ci lascia quindi un grande insegnamento di tolleranza, accoglienza e forza d’animo.


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