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WWE, la volta in cui Vince McMahon “morì”

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La WWE da sempre lascia i propri fan con il fiato sospeso grazie a storyline impressionanti, realistiche. I segmenti alla base di queste, soprattutto in passato, hanno infatti mantenuto un confine sottile tra finzione e mondo reale. Tra queste ricordiamo sicuramente quella della “morte” di Vincent Kennedy McMahon.

L’avvenimento

Tutto ebbe inizio durante la puntata dello show settimanale Monday Night Raw dell’11 Giugno 2007 nella quale si tenne la Draft Lottery. Questa edizione prese il nome di Appreciation Day con lo scopo di celebrare la gratitudine nei confronti del Chairman Vince McMahon. Le parole di wrestler di tutto il roster e di Hall of famers come “Stone Cold” Steve Austin furono però tutt’altro che di riconoscenza. La cerimonia presto si trasformò in una sentita e profonda dimostrazione di odio e disprezzo nei confronti del fondatore della compagnia.

Dopo essersi presentato sul ring, sommerso da un’ondata di fischi e cori di disprezzo, andò via senza dire nemmeno una parola. Vince passò dinanzi ad ogni singolo atleta dirigendosi verso la limousine di sua proprietà, deluso dal fatto che la sua stessa società gli avesse voltato le spalle. Nel preciso istante in cui chiuse lo sportello la vettura esplose.

Immagini televisive della limousine carbonizzata

Le conseguenze

L’accaduto ebbe un impatto mediatico senza precedenti con i media americani che diffusero la notizia della falsa scomparsa del proprietario della WWE. Fu addirittura l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump a chiamare gli uffici della compagnia di Stanford per sincerarsi della situazione. Chiaramente si trattava di una semplice messa in scena. Il segmento di Vince fu infatti pre-registrato di Domenica, mentre la limousine era vuota durante la sua esplosione.

Durante Friday Night SmackDown della stessa settimana si mantenne la keyfabe celebrando la morte di Vince attraverso dieci rintocchi di campana nel silenzio dei fan, da sempre dedica a superstar realmente defunte. Il caso volle che proprio in quei giorni (il 15 Giugno) morì una leggenda della divisione femminile, Sherri Martel. La WWE si trovò quindi dinanzi ad un dilemma: onorare allo stesso tempo una morte reale ed una finta, ma di enorme rilevanza in chiave storyline. Per questo, l’ira dei fan si scaraventò inevitabilmente contro la compagnia.

La rottura della keyfabe

La successiva edizione dello show in rosso avrebbe previsto la cerimonia del funerale di Vince con sue foto, una bara e dei fiori; inoltre si sarebbe giunti a conoscenza del colpevole dell’attentato: Linda McMahon. Un detective di nome Beck sarebbe quindi giunto alla fine della cerimonia per arrestare la moglie di Vincent.

Tutto ciò però non avvenne: circa tre ore prima della registrazione della puntata del 25 Giugno si venne a conoscenza della tragica morte di uno dei wrestler della WWE, Chris Benoit. Di conseguenza si decise di modificare all’ultimo momento la programmazione dello show. Vince fu costretto quindi a rompere la keyfabe presentandosi sul ring e annunciando di dedicarlo interamente alla superstar scomparsa.

Ecco di seguito due estratti dello show in sua memoria, l’inizio e la fine.

La rivelazione

Tuttavia, poche ore dopo si chiarirono le circostanze della morte di Benoit: il canadese avrebbe ucciso la moglie Nancy ed il figlio Daniel nel weekend e si sarebbe tolto la vita nella nottata di Domenica impiccandosi nella palestra di casa. Entrambi erano stati legati ai polsi e ai piedi ed erano poi morti per asfissia.

In seguito alla scoperta da parte della compagnia dell’atto omicida-suicida di Benoit, Vince McMahon si ripresentò, questa volta allo show settimanale ECW on SyFy dichiarando che la WWE non avrebbe mai più menzionato The Canadian Crippler e che avrebbe cancellato il suo nome da qualsiasi registrazione del passato.

Qui le dichiarazioni di Vince McMahon:


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